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SpaceX a Wall Street: 4.400 milionari in un giorno. Tutto quello che devi sapere

Il conto alla rovescia è finito. Oggi SpaceX, la società spaziale fondata da Elon Musk nel 2002, compie il passo che i mercati finanziari globali attendevano da anni: il debutto al

Riccardo Esposito
6 min di lettura
SpaceX a Wall Street: 4.400 milionari in un giorno. Tutto quello che devi sapere
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Il conto alla rovescia è finito. Oggi SpaceX, la società spaziale fondata da Elon Musk nel 2002, compie il passo che i mercati finanziari globali attendevano da anni: il debutto al Nasdaq con un'offerta pubblica iniziale destinata a riscrivere i libri di storia della finanza moderna. Cinquecentocinquantacinque milioni di azioni a 135 dollari l'una, per una capitalizzazione di mercato che al prezzo di collocamento supera i 340 miliardi di dollari. Un'operazione colossale che trasformerà migliaia di dipendenti in milionari nel giro di poche ore di contrattazioni.

È una di quelle giornate che si ricordano. Come il debutto di Google nel 2004, come quello di Facebook nel 2012. Ma forse, per scala e per simbolismo, questa IPO è qualcosa di più: è la quotazione di un'azienda che ha letteralmente ridefinito il concetto di esplorazione spaziale, che ha strappato all'industria pubblica un dominio considerato per decenni intoccabile, e che oggi chiede ai mercati di darle un prezzo.

I numeri dell'IPO: un'operazione record

Partiamo dai dati concreti, perché sono i numeri a raccontare meglio di qualsiasi narrazione la portata di questo evento. L'offerta da 555 milioni di azioni colloca SpaceX nella fascia alta delle IPO più grandi della storia americana. Al prezzo di 135 dollari per azione, la raccolta lorda sfiora i 75 miliardi di dollari, superando quella di Alibaba del 2014 — che rimase per anni il benchmark assoluto con 25 miliardi — e avvicinandosi pericolosamente ai record più assoluti del mercato primario globale.

La valutazione complessiva dell'azienda, pari a circa 340-350 miliardi di dollari, la posiziona immediatamente tra le venti società più capitalizzate del Nasdaq, davanti a colossi come Goldman Sachs, IBM e Nike. Un risultato che fino a dieci anni fa sarebbe sembrato fantascienza — un termine, peraltro, particolarmente calzante quando si parla di SpaceX.

Ma il dato che più ha catturato l'attenzione dell'opinione pubblica è un altro: secondo le stime circolate nelle ultime settimane, circa 4.400 dipendenti dell'azienda diventeranno milionari grazie alla liquidazione delle loro stock option e delle quote azionarie accumulate negli anni. Si tratta di ingegneri, tecnici, manager e ricercatori che hanno scelto di credere nel progetto di Musk — spesso rinunciando a stipendi più alti offerti da Google, Amazon o Microsoft — e che oggi incassano il dividendo di quella scommessa.

Il meccanismo è quello classico della Silicon Valley: parte della remunerazione viene corrisposta sotto forma di equity, azioni o opzioni d'acquisto a prezzi prefissati. Per chi ha iniziato a lavorare in SpaceX cinque, sette o dieci anni fa, quando la valutazione dell'azienda era ben inferiore, i guadagni potenziali sono straordinari. Alcuni senior engineer, stando a fonti interne citate dalla stampa americana, potrebbero trovarsi in portafoglio partecipazioni del valore di dieci, venti o anche trenta milioni di dollari.

Perché i mercati guardano con entusiasmo — ma anche con cautela

L'entusiasmo degli investitori è palpabile, ma i mercati non sono mai monodimensionali. Accanto all'euforia del debutto, gli analisti più prudenti segnalano una serie di rischi che gli investitori retail — quelli meno esperti che si avventano sulle IPO più attese — tendono spesso a sottovalutare.

Il primo riguarda la valutazione. Un rapporto prezzo/utili che nelle stime più ottimistiche si colloca tra 80 e 100 volte gli utili prospettici non è una rarità per le aziende tecnologiche, ma SpaceX non è una software house: brucia capitale fisico a ritmi elevatissimi. I razzi costano, i lanci costano, la ricerca costano. Il segmento Starlink — la costellazione di satelliti per l'accesso a internet ad alta velocità — sta diventando sempre più redditizio, con oltre 4 milioni di abbonati nel mondo e ricavi stimati intorno ai 6-7 miliardi di dollari nel 2024. Ma la strada verso una profittabilità strutturale e sostenibile è ancora lunga.

Il secondo rischio è quello dell'uomo solo al comando. Elon Musk è un asset e un passivo allo stesso tempo. La sua capacità visionaria è fuori discussione, ma la sua presenza su più fronti contemporaneamente — Tesla, X (ex Twitter), xAI, Neuralink, oltre a SpaceX — solleva domande legittime sulla continuità della leadership. I mercati amano i fondatori carismatici, ma temono la dispersione dell'attenzione.

Il terzo elemento di cautela riguarda il contesto geopolitico. SpaceX lavora a stretto contatto con la NASA e con il Dipartimento della Difesa americano. I contratti governativi rappresentano una quota rilevante del fatturato. Un cambio di orientamento politico a Washington, o l'intensificarsi delle tensioni con la Cina — che sta sviluppando una propria industria spaziale a ritmi accelerati — potrebbero avere ricadute significative sulle prospettive di business.

Lo sguardo dall'Europa: cosa cambia per gli investitori italiani

Il debutto di SpaceX a Wall Street non è solo una questione americana. In Europa, e in Italia in particolare, l'interesse per questa IPO è molto alto, non solo tra i grandi fondi istituzionali ma anche tra gli investitori privati. Le piattaforme di trading online hanno già registrato nelle ultime settimane un picco di ricerche e ordini prenotativi, segnale di un interesse diffuso che va ben oltre la nicchia degli appassionati di tecnologia.

Per l'Italia, la vicenda SpaceX ha anche una rilevanza industriale indiretta. Il nostro paese vanta una tradizione aerospaziale di tutto rispetto — Leonardo, Avio, Thales Alenia Space — e le dinamiche competitive innescate dalla privatizzazione dello spazio riguardano da vicino questi player. Un SpaceX quotata e dotata di capitali freschi potrebbe accelerare ulteriormente la pressione sui costi di lancio, costringendo i concorrenti europei a fare scelte strategiche dolorose.

Sul fronte degli investimenti, chi volesse esporsi al titolo attraverso i mercati europei dovrà farlo tramite broker abilitati alla negoziazione sui mercati americani, tenendo conto del rischio cambio euro/dollaro e della tassazione sui capital gain prevista dalla normativa italiana — attualmente al 26% sulle plusvalenze finanziarie.

Le prospettive: dove può arrivare SpaceX nei prossimi anni

Guardando al futuro, le ambizioni di SpaceX trascendono la semplice logistica satellitare. Il programma Starship — il razzo riutilizzabile più potente mai costruito — è progettato per portare esseri umani su Marte. Un obiettivo che sembra ancora lontano, ma che Musk ha più volte indicato come realizzabile entro il decennio.

Dal punto di vista finanziario, gli analisti di Goldman Sachs e Morgan Stanley che hanno partecipato al bookbuilding stimano che SpaceX potrebbe raggiungere una capitalizzazione di 500 miliardi di dollari entro il 2027, nell'ipotesi in cui Starlink continui a crescere e il segmento dei lanci commerciali mantenga i margini attuali.

È una scommessa ambiziosa. Ma d'altra parte, se c'è un'azienda che ha abituato i mercati a rivedere continuamente al rialzo le proprie aspettative, quella è proprio SpaceX. Oggi Wall Street le dà un prezzo. Domani, come sempre, sarà il mercato a decidere chi aveva ragione.

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Fonti: Questo articolo è stato redatto sulla base di informazioni provenienti da fonti giornalistiche nazionali e internazionali, tra cui ANSA, Corriere della Sera, Repubblica, Reuters e altre agenzie di stampa. I contenuti sono rielaborati e integrati dalla redazione di StampaNotizie.

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L'autore

Riccardo Esposito

Analista finanziario con focus su Piazza Affari e i principali indici europei. Segue l'andamento delle materie prime, del forex e le strategie di investimento per il risparmiatore italiano. Collaboratore di testate specializzate nel settore bancario.

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