Economia

Disaronno sfida il mercato globale: dalla bevanda cult al gruppo multibrand da 370 milioni

Dopo quasi due secoli di storia, Disaronno compie un salto strategico senza precedenti. Non è più solo l'amaretto dal colore ambrato che affascina i palati internazionali, ma un ve

Sofia De Luca
4 min di lettura
Disaronno sfida il mercato globale: dalla bevanda cult al gruppo multibrand da 370 milioni
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Dopo quasi due secoli di storia, Disaronno compie un salto strategico senza precedenti. Non è più solo l'amaretto dal colore ambrato che affascina i palati internazionali, ma un vero e proprio gruppo articolato in tre divisioni che punta a trasformare l'azienda familiare in un player globale del beverage. La mossa arriva proprio quando il settore degli spirits attraversa un momento di rinascita post-pandemico, con i consumatori sempre più attenti alla qualità e alla sostenibilità.

Il cambio di identità è stato presentato ufficialmente con una revisione del logo e della struttura organizzativa che rispecchia l'ambizione dell'impresa: crescere oltre i confini del singolo prodotto iconico. Un segnale chiaro che la famiglia Resinelli, che controlla l'azienda piacentina dal 1821, ha deciso di modernizzare l'eredità del passato senza tradirla.

Una crescita del 3% che nasconde strategie più ambiziose

I numeri dell'ultimo esercizio parlano di un fatturato consolidato di 370 milioni di euro, con una crescita del 3 per cento rispetto all'anno precedente. Cifre solide ma non dirompenti, che però rispecchono il posizionamento premium del marchio: Disaronno non compete sulla quantità, bensì sulla percezione di valore. Il dato più rilevante risiede altrove, nelle acquisizioni finalizzate lo scorso 28 maggio.

L'ingresso nel portafoglio aziendale di Amaro Averna – il secondo amaro italiano per riconoscibilità globale – e del Mirto Zedda Piras – denominazione sarda dalla tradizione centenaria – rappresenta una strategia deliberata di diversificazione verticale. Non si tratta di acquisti improvvisati, ma di mosse tattiche volte a coprire segmenti di mercato complementari mantenendo il posizionamento premium.

Con Averna, Disaronno ottiene accesso a una base consumatori più ampia e a una distribuzione già consolidata nel mercato europeo. Il Mirto, invece, apre le porte al segmento dei liquori regionali, sempre più apprezzato da millennial e Gen Z in cerca di autenticità e storie di territorio.

La nuova architettura: tre divisioni per tre ambizioni

La ristrutturazione organizzativa articola il gruppo in tre anime distinte. La divisione **International** gestisce l'espansione geografica oltre l'Europa, focalizzandosi su mercati ad alta crescita come Asia, Pacifico e America Latina, dove il consumo di amaro italiano rappresenta ancora una nicchia ma in espansione. La divisione **Spirits** concentra tutta l'expertise nella produzione e commercializzazione di liquori forti, riunendo Disaronno, Averna e prodotti similari. La divisione **Wines** accoglie le bevande a bassa gradazione alcolica, compreso il Mirto, rispondendo alle esigenze di un consumatore sempre più attento al contenuto di alcol e alle calorie.

Questa struttura non è meramente burocratica. Riflette una comprensione profonda dei fenomeni di consumo contemporanei: la polarizzazione tra consumo occasionale di qualità superiore e consumo quotidiano consapevole. Disaronno elegante nel cocktail premium, Averna nel digestivo tradizionale, Mirto nella sociabilità estiva: tre linguaggi per tre momenti di vita.

Il contesto europeo e la sfida italiana nel lusso beverage

L'industria italiana del beverage di fascia alta mostra resilienza notevole. Mentre i grandi gruppi multinazionali come Diageo e Pernod Ricard concentrano gli sforzi su whisky scozzese e cognac francese, emergono nicchie di eccellenza italiana sempre più apprezzate dai mercati sviluppati. Secondo i dati dell'Associazione Italiana Sommelier, il consumo di amari italiani è cresciuto del 12 per cento in cinque anni nei principali mercati europei.

La strategia di Disaronno si posiziona intelligentemente in questo spazio. Anziché competere con i colossi francesi sul terreno del prestige plurisecolare, sfrutta l'autenticità, la tradizione regionale e l'innovazione nel marketing. Il focus su mercati emergenti è altrettanto rilevante: in India, Brasile e Vietnam, i consumatori high-income mostrano crescente curiosità verso liquori diversi dalle categorie tradizionali.

Cosa aspettarsi nei prossimi ventiquattro mesi

Analisti del settore prevedono che il gruppo punterà a consolidare le acquisizioni appena concluse entro il 2025, integrando sistemi distributivi e strategie comunicative. L'obiettivo implicito è raggiungere i 450-500 milioni di euro di fatturato nel triennio 2025-2027, mantenendo margini operativi elevati. Eventuali ulteriori acquisizioni nel segmento dei liquori regionali italiani rimangono probabili.

Disaronno, insomma, non abbandona la sua natura di azienda radicata nel territorio piacentino, ma si lancia verso una dimensione internazionale più consapevole e strutturata. Il cambio di nome e logo non è cosmesi: è la dichiarazione ufficiale di una trasformazione già in corso da anni.

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Fonti: Questo articolo è stato redatto sulla base di informazioni provenienti da fonti giornalistiche nazionali e internazionali, tra cui ANSA, Corriere della Sera, Repubblica, Reuters e altre agenzie di stampa. I contenuti sono rielaborati e integrati dalla redazione di StampaNotizie.

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L'autore

Sofia De Luca

Economista con specializzazione in politiche industriali e mercato del lavoro italiano. Ha collaborato con think tank europei e segue da vicino le dinamiche delle PMI italiane, l'export e la competitività del sistema produttivo nazionale.

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