Google torna nel mercato degli occhiali smart: in arrivo in autunno il nuovo modello con IA
Google si prepara a fare il suo grande ritorno nel settore degli occhiali intelligenti, un mercato che aveva abbandonato dopo il clamoroso fallimento dei Google Glass nel 2015. Il

Google si prepara a fare il suo grande ritorno nel settore degli occhiali intelligenti, un mercato che aveva abbandonato dopo il clamoroso fallimento dei Google Glass nel 2015. Il colosso di Mountain View ha annunciato che lancerà un nuovo paio di occhiali smart nel corso dell'autunno 2025, dotati di funzionalità di intelligenza artificiale avanzate che permetteranno agli utenti di interagire direttamente con Gemini, il sistema di IA proprietario dell'azienda.
La notizia segna un momento cruciale per l'industria tecnologica e rappresenta la volontà di Google di non lasciare campo libero ai concorrenti in quello che molti analisti considerano il prossimo grande terreno di battaglia nel settore dei dispositivi indossabili. Dopo anni di sviluppo silenzioso e numerose indiscrezioni, l'azienda californiana sembra finalmente pronta a sfidare nuovamente il mercato con un prodotto che promette di essere radicalmente diverso dal suo predecessore.
La lezione appresa dal fallimento dei Google Glass
Il lancio originale dei Google Glass nel 2013 fu accompagnato da un'enorme aspettativa mediatica, ma si trasformò rapidamente in uno dei più celebri insuccessi nella storia della tecnologia consumer. Gli occhiali, venduti a un prezzo proibitivo di 1.500 dollari, furono criticati per il design poco attraente, la scarsa autonomia della batteria e, soprattutto, per le preoccupazioni legate alla privacy. Chi li indossava veniva spesso etichettato come "Glasshole", un termine dispregiativo che rifletteva l'ostilità sociale verso un dispositivo percepito come invasivo.
Google ritirò il prodotto dal mercato consumer nel 2015, continuando a svilupparlo esclusivamente per applicazioni aziendali e industriali. Tuttavia, l'azienda non ha mai abbandonato completamente l'idea di tornare nel settore, accumulando brevetti e acquisendo startup specializzate in tecnologie ottiche e di realtà aumentata.
Il nuovo dispositivo sembra aver fatto tesoro degli errori del passato. Secondo le prime informazioni trapelate, Google ha posto particolare attenzione al design, cercando di creare un prodotto esteticamente più simile a normali occhiali da vista piuttosto che a un gadget futuristico. L'integrazione dell'intelligenza artificiale Gemini rappresenta il vero punto di forza del nuovo dispositivo, permettendo interazioni vocali naturali e contestuali con l'assistente virtuale.
Un mercato in piena espansione e una concorrenza agguerrita
Il ritorno di Google nel settore degli occhiali smart avviene in un momento particolarmente dinamico per il mercato. Meta, con i suoi Ray-Ban Stories sviluppati in collaborazione con EssilorLuxottica, ha dimostrato che esiste una domanda concreta per questo tipo di dispositivi quando sono proposti a prezzi accessibili e con un design accattivante. Gli occhiali smart di Meta hanno venduto milioni di unità, dimostrando che il pubblico è pronto ad accogliere questa tecnologia se presentata nel modo giusto.
Anche Apple sta lavorando da anni a un proprio dispositivo di realtà aumentata, mentre aziende cinesi come Xiaomi e Huawei hanno già lanciato i loro modelli in alcuni mercati asiatici. Il settore degli occhiali intelligenti è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi anni, con previsioni che parlano di un mercato globale che potrebbe superare i 50 miliardi di dollari entro il 2030.
Per Google, questa rappresenta un'opportunità strategica fondamentale per posizionare il proprio ecosistema di intelligenza artificiale in un nuovo fattore di forma. L'azienda ha investito massicciamente nello sviluppo di Gemini, il suo modello di IA multimodale, e gli occhiali smart potrebbero diventare il veicolo perfetto per portare questa tecnologia nella vita quotidiana degli utenti.
Implicazioni per il mercato europeo e italiano
L'arrivo dei nuovi occhiali smart di Google solleva questioni importanti per il mercato europeo, particolarmente sensibile alle tematiche della privacy e della protezione dei dati personali. Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) impone requisiti stringenti sulla raccolta e l'elaborazione delle informazioni personali, e un dispositivo dotato di microfoni e potenzialmente fotocamere sempre attivi dovrà necessariamente conformarsi a queste normative.
L'Italia, che ospita con Luxottica uno dei più grandi produttori mondiali di occhiali, osserva con particolare interesse questi sviluppi. La partnership tra Meta ed EssilorLuxottica per i Ray-Ban Stories ha già dimostrato come il know-how italiano nella produzione di montature di alta qualità possa integrarsi con la tecnologia americana. Non è escluso che Google possa cercare collaborazioni simili per garantire al proprio prodotto quella qualità costruttiva e quel design italiano apprezzati in tutto il mondo.
Le prospettive future per questo settore appaiono estremamente promettenti. Gli occhiali smart potrebbero diventare il prossimo dispositivo indispensabile dopo lo smartphone, trasformando radicalmente il modo in cui interagiamo con la tecnologia e accediamo alle informazioni. Per l'Europa, la sfida sarà quella di bilanciare l'innovazione tecnologica con la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, garantendo che questi nuovi dispositivi rispettino i valori di privacy e trasparenza che caratterizzano il modello europeo di governance digitale.
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L'autore
Giulia MarchettiResponsabile della sezione Tecnologia di LeInformazioni. Esperta di intelligenza artificiale, startup e innovazione digitale. Ha scritto per Wired Italia e TechCrunch. Collabora con il Politecnico di Milano. Con base a Milano.
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