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Piazza Affari in rosso: Stm e Prysmian affossano il listino, Inwit vola

La seduta di oggi a Milano si chiude con il segno meno, trascinata al ribasso dai pesanti ribassi nel comparto tecnologico e dei cavi. Ma non mancano le sorprese al rialzo. È stata

Riccardo Esposito
6 min di lettura
Piazza Affari in rosso: Stm e Prysmian affossano il listino, Inwit vola
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La seduta di oggi a Milano si chiude con il segno meno, trascinata al ribasso dai pesanti ribassi nel comparto tecnologico e dei cavi. Ma non mancano le sorprese al rialzo.

La giornata in cifre: Piazza Affari cede terreno

È stata una seduta difficile per Piazza Affari, con il FTSE MIB che ha chiuso in territorio negativo sotto la pressione di vendite concentrate su alcuni titoli pesanti dell'indice. Il listino milanese ha risentito di un clima generale di cautela che ha investito i principali mercati europei, in una fase in cui gli investitori continuano a fare i conti con le incertezze macroeconomiche legate all'andamento dell'inflazione nell'Eurozona e alle prossime mosse della Banca Centrale Europea in materia di tassi di interesse.

A guidare i ribassi ci hanno pensato STMicroelectronics e Prysmian, due titoli che rappresentano settori strategici e che nelle ultime settimane avevano già mostrato segnali di affaticamento dopo lunghi periodi di sovraperformance. STM, il colosso italo-francese dei semiconduttori, ha accusato un calo sensibile, riflettendo le preoccupazioni degli analisti sulla domanda globale di chip, in particolare nel segmento automotive, dove la transizione all'elettrico sta procedendo a ritmi più lenti del previsto. Il titolo continua a scontare le revisioni al ribasso delle stime di ricavi comunicate dalla stessa società nei trimestri precedenti, e il mercato rimane prudente in attesa di nuovi catalizzatori positivi.

Prysmian, il leader mondiale nella produzione di cavi per energie rinnovabili e telecomunicazioni, ha anch'esso ceduto posizioni dopo una fase di forte apprezzamento legata ai maxi-contratti nel settore dell'eolico offshore e delle interconnessioni elettriche europee. Le prese di profitto sembrano essere la causa principale del ribasso odierno, in assenza di notizie negative specifiche sul titolo. Tuttavia, il settore resta strutturalmente solido, sostenuto dagli ingenti investimenti previsti nel quadro del piano europeo di transizione energetica REPowerEU.

Inwit brilla sul listino: la torre che guarda in alto

In controtendenza rispetto al sentiment generale di giornata, Inwit ha messo a segno una delle migliori performance dell'intero paniere del FTSE MIB. La società specializzata nella gestione delle torri per le telecomunicazioni ha beneficiato di un rinnovato interesse da parte degli investitori istituzionali, attratti dalla solidità del modello di business basato su contratti pluriennali con i principali operatori telefonici italiani, tra cui TIM e Vodafone.

Inwit rappresenta un caso interessante nel panorama di Piazza Affari: è un titolo difensivo per eccellenza, con flussi di cassa prevedibili e dividendi stabili, caratteristiche che lo rendono particolarmente appetibile nei momenti di incertezza come quello attuale. La società, quotata sul mercato milanese dal 2015 e poi cresciuta esponenzialmente dopo la fusione con Infrastrutture Wireless Italiane, gestisce oggi oltre 23.000 torri sul territorio nazionale e ha avviato un percorso di espansione anche sul fronte dei piccoli celle e della connettività per le smart city.

Il settore delle torri telefoniche è considerato dagli analisti uno dei più resilienti in assoluto, grazie alla natura quasi monopolistica delle infrastrutture e alla crescente domanda di connettività spinta dal 5G. Non a caso, i grandi fondi infrastrutturali internazionali hanno mostrato negli ultimi mesi un interesse crescente per questo tipo di asset.

Utilities protagoniste: Italgas avanza, automotive e banche miste

Sul fronte delle utilities, la seduta ha premiato Italgas, che ha guadagnato terreno in una giornata in cui gli investitori hanno ruotato verso i settori più difensivi. Il distributore di gas naturale, controllato da CDP Reti, beneficia di un quadro regolatorio favorevole e di un piano di investimenti ambizioso legato alla digitalizzazione delle reti e alla progressiva introduzione del biometano. Italgas rappresenta uno di quei titoli che tendono ad apprezzarsi nelle fasi di risk-off, offrendo rendimenti da dividendo stabili e una visibilità sui ricavi difficilmente riscontrabile in altri settori.

Più complicata la situazione nel comparto automotive, dove Stellantis ha continuato a essere oggetto di pressioni da parte dei venditori. Il quarto produttore mondiale di automobili sta attraversando una fase di profonda trasformazione strategica, con il mercato che monitora con attenzione l'evoluzione delle vendite in Nord America — storico bacino di profittabilità del gruppo — e la competitività crescente dei costruttori cinesi in Europa. Le recenti dichiarazioni del management sulle prospettive del secondo semestre non sono state sufficienti a rassicurare completamente gli investitori, che restano in attesa di segnali concreti di ripresa dei volumi.

Nel settore bancario, la giornata ha offerto un quadro articolato. Unicredit ha registrato vendite, in una giornata in cui il titolo ha risentito dell'incertezza generale e di alcune prese di profitto dopo la forte corsa degli ultimi mesi. L'istituto guidato da Andrea Orcel rimane tuttavia uno dei più apprezzati dagli analisti internazionali per la solidità del piano industriale e la generosità nella remunerazione degli azionisti attraverso buyback e dividendi.

Diversa la storia per Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca, che hanno mostrato segnali positivi in una seduta complicata. MPS, in particolare, continua il suo percorso di normalizzazione dopo anni travagliati, e il titolo ha beneficiato di un rinnovato interesse speculativo legato alle possibili operazioni straordinarie che potrebbero ridisegnare il panorama bancario italiano nei prossimi mesi. Mediobanca, da parte sua, ha mostrato la consueta resilienza legata alla diversificazione del suo modello di business tra investment banking, credito al consumo e gestione patrimoniale.

Prospettive: cosa aspettarsi nelle prossime sedute

Guardando avanti, il mercato milanese si trova in una fase di transizione delicata. Da un lato, i fondamentali di molte società italiane quotate rimangono solidi, con utili in crescita e bilanci risanati rispetto al passato. Dall'altro, il contesto macro internazionale pone numerosi interrogativi: la traiettoria dei tassi BCE, la tenuta dell'economia tedesca — principale partner commerciale dell'Italia — e le tensioni geopolitiche globali continuano a rappresentare fattori di rischio difficilmente quantificabili.

Gli analisti di diverse case d'investimento concordano nel ritenere che la volatilità resterà elevata nel breve termine, con il FTSE MIB destinato a muoversi in un range relativamente ampio. I titoli più esposti al ciclo economico, come quelli del comparto industriale e bancario, potrebbero subire ulteriori oscillazioni, mentre i settori difensivi come utilities e infrastrutture potrebbero continuare ad attrarre flussi di acquisto.

Per gli investitori di medio-lungo periodo, le correzioni come quella odierna possono rappresentare opportunità di accumulo selettivo su titoli di qualità che hanno subito prese di profitto eccessive rispetto ai fondamentali. La chiave, come sempre sui mercati, è la pazienza e una rigorosa disciplina nella gestione del rischio.

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Fonti: Questo articolo è stato redatto sulla base di informazioni provenienti da fonti giornalistiche nazionali e internazionali, tra cui ANSA, Corriere della Sera, Repubblica, Reuters e altre agenzie di stampa. I contenuti sono rielaborati e integrati dalla redazione di StampaNotizie.

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L'autore

Riccardo Esposito

Analista finanziario con focus su Piazza Affari e i principali indici europei. Segue l'andamento delle materie prime, del forex e le strategie di investimento per il risparmiatore italiano. Collaboratore di testate specializzate nel settore bancario.

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