Economia

Credito a breve termine: la nuova frontiera per chi vuole battere i depositi bancari

Nel panorama attuale dei mercati finanziari, dove l'incertezza sui tassi d'interesse continua a tenere svegli i responsabili degli investimenti, emerge con forza una domanda che ac

Sofia De Luca
6 min di lettura
Credito a breve termine: la nuova frontiera per chi vuole battere i depositi bancari
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Nel panorama attuale dei mercati finanziari, dove l'incertezza sui tassi d'interesse continua a tenere svegli i responsabili degli investimenti, emerge con forza una domanda che accomuna risparmiatori istituzionali e privati: cosa fare con la liquidità in eccesso? La risposta tradizionale — parcheggiare i soldi su conti deposito o strumenti del mercato monetario — sta mostrando i suoi limiti proprio nel momento in cui i rendimenti, dopo anni di tassi a zero, sembravano finalmente tornati appetibili. Fidelity International propone oggi una soluzione alternativa che merita un'analisi attenta: puntare sul credito societario a breve scadenza, con orizzonte massimo di un anno, per ottenere rendimenti superiori senza esporsi eccessivamente alla volatilità dei tassi.

Il problema della liquidità parcheggiata: rendimenti in calo e rischi nascosti

Per capire perché questa strategia stia guadagnando terreno, bisogna partire dal contesto macroeconomico. La Banca Centrale Europea, dopo aver alzato i tassi di riferimento fino al 4% tra il 2022 e il 2023 per combattere un'inflazione che aveva raggiunto picchi superiori al 10% nell'area euro, ha avviato un ciclo di allentamento monetario nel 2024. A settembre dello stesso anno, la BCE ha effettuato il primo taglio, seguita da ulteriori riduzioni che hanno progressivamente compresso i rendimenti degli strumenti monetari più tradizionali.

Il risultato è che chi ha puntato sui depositi bancari o sui fondi del mercato monetario si trova oggi di fronte a rendimenti decrescenti. I depositi overnight nell'eurozona, che nell'estate 2023 garantivano ritorni vicini al 4%, si sono progressivamente assottigliati. Le proiezioni di consenso per il 2025 indicano ulteriori tagli da parte della BCE, con il tasso sui depositi che potrebbe scendere verso l'area del 2-2,5% entro fine anno. In questo scenario, il "costo opportunità" di detenere liquidità pura diventa sempre più rilevante.

È esattamente in questo gap che si inserisce la proposta di Fidelity International: sfruttare il premio di credito offerto dalle obbligazioni societarie di alta qualità con scadenza entro i dodici mesi per ottenere un rendimento incrementale rispetto ai semplici depositi, mantenendo al contempo un profilo di rischio controllato. La duration brevissima, infatti, protegge l'investitore dalle oscillazioni dei tassi d'interesse a lungo termine, che rappresentano uno dei principali fattori di rischio nel reddito fisso tradizionale.

Come funziona la strategia del credito ultra-short: qualità e selettività come scudo

Il cuore della strategia ruota attorno a due pilastri: la qualità del credito e la brevità delle scadenze. Fidelity punta su emissioni investment grade, ovvero titoli emessi da aziende con rating elevato (tipicamente BBB- o superiore secondo le scale di S&P e Fitch), che combinano una probabilità di default storicamente bassa con rendimenti superiori ai titoli governativi a breve termine.

I dati storici confortano questa impostazione: secondo le rilevazioni di Moody's, il tasso di default cumulativo a un anno per le emissioni investment grade a livello globale si è mantenuto al di sotto dello 0,1% nella stragrande maggioranza degli anni dell'ultimo ventennio, anche durante periodi di stress come la crisi finanziaria del 2008-2009 o la pandemia del 2020. Un margine di sicurezza significativo che giustifica l'approccio selettivo.

Il portafoglio tipico di un fondo ultra-short credit è composto da commercial paper, certificati di deposito emessi da banche di primario standing, obbligazioni corporate a breve scadenza e, in misura minore, titoli di Stato a brevissimo termine. La diversificazione tra settori e geografie consente di ridurre ulteriormente il rischio idiosincratico legato a singoli emittenti.

Un elemento tecnico cruciale riguarda la gestione della duration modificata. Mantenendo quest'ultima sotto i sei mesi, il portafoglio risulta quasi immune alle variazioni dei tassi d'interesse: un rialzo improvviso di 100 punti base — scenario estremo ma non impossibile — causerebbe una perdita di valore del portafoglio inferiore all'0,5%, ampiamente recuperabile in poche settimane grazie ai rendimenti correnti.

Il contesto italiano: un'opportunità per aziende e investitori istituzionali

In Italia, questo tipo di strumenti trova un mercato particolarmente fertile. Le imprese italiane di medie e grandi dimensioni, spesso alle prese con la gestione della tesoreria in un contesto di tassi ancora elevati rispetto alla media storica, cercano soluzioni per ottimizzare il costo del debito a breve termine. Al tempo stesso, i grandi investitori istituzionali — fondi pensione, casse di previdenza, compagnie assicurative — devono impiegare masse di liquidità rispettando i vincoli regolamentari di Solvency II, che penalizzano gli investimenti ad alta volatilità.

Secondo i dati di Assogestioni relativi alla fine del 2024, i fondi di liquidità e monetari italiani gestivano masse per circa 85 miliardi di euro, con una crescita significativa nell'arco degli ultimi due anni. Una fetta consistente di questi capitali è ora alla ricerca di soluzioni capaci di offrire quel "qualcosa in più" senza stravolgere il profilo di rischio complessivo dei portafogli.

Il segmento retail non è da meno. Dopo anni di tassi negativi che avevano scoraggiato qualsiasi forma di risparmio tradizionale, molti italiani hanno riscoperto l'utilità di detenere una riserva liquida remunerata. La sfida ora è accompanare questa consapevolezza verso strumenti più sofisticati ma non per questo inaccessibili.

Prospettive 2025: finestra temporale ancora favorevole, ma il tempo stringe

Guardando ai prossimi mesi, il quadro rimane favorevole per questa tipologia di investimenti, ma la finestra potrebbe non essere infinita. Gli spread creditizi delle emissioni investment grade a breve termine nell'area euro si mantengono in un range compreso tra 50 e 120 punti base rispetto ai corrispondenti titoli governativi, a seconda del settore e del rating specifico. Livelli che, combinati con i rendimenti assoluti ancora superiori al 3% su molte emissioni, rendono il profilo rischio-rendimento decisamente interessante rispetto alla liquidità pura.

Il rischio principale da monitorare è un eventuale deterioramento del ciclo economico europeo, che potrebbe portare a un allargamento degli spread e a un aumento delle tensioni sui mercati del credito. Tuttavia, proprio la breve duration del portafoglio costituisce un meccanismo di protezione naturale: le obbligazioni in scadenza vengono reinvestite rapidamente, consentendo di adeguarsi alle nuove condizioni di mercato con tempestività.

La strategia proposta da Fidelity International non è una soluzione miracolosa né un sostituto integrale della liquidità. È piuttosto uno strumento di complemento intelligente, pensato per chi è disposto ad accettare un minimo di complessità gestionale in cambio di un rendimento incrementale significativo nel medio periodo. In un'epoca in cui ogni punto base conta, questa differenza può fare la differenza tra un patrimonio che resiste all'inflazione e uno che lentamente si erode.

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Fonti: Questo articolo è stato redatto sulla base di informazioni provenienti da fonti giornalistiche nazionali e internazionali, tra cui ANSA, Corriere della Sera, Repubblica, Reuters e altre agenzie di stampa. I contenuti sono rielaborati e integrati dalla redazione di StampaNotizie.

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L'autore

Sofia De Luca

Economista con specializzazione in politiche industriali e mercato del lavoro italiano. Ha collaborato con think tank europei e segue da vicino le dinamiche delle PMI italiane, l'export e la competitività del sistema produttivo nazionale.

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