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Mps accelera: al via la due diligence su Banco Bpm e Intesa

Montepaschi di Siena accelera e ufficializza quello che da settimane circolava negli ambienti finanziari milanesi. Il consiglio di amministrazione della banca senese, riunitosi ie

Laura Conti
4 min di lettura
Mps accelera: al via la due diligence su Banco Bpm e Intesa
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La mossa strategica di Rocca Salimbeni: Mps entra nella partita dei grandi

Montepaschi di Siena accelera e ufficializza quello che da settimane circolava negli ambienti finanziari milanesi. Il consiglio di amministrazione della banca senese, riunitosi ieri, ha preso atto della proposta e dell'offerta avanzate dal fondo americano Cerberus, dando il via libera alle valutazioni preliminari su Banco Bpm e Intesa Sanpaolo. Un segnale che cambia gli equilibri nel delicato puzzle del sistema bancario italiano e che posiziona Mps come protagonista di una possibile operazione di consolidamento che potrebbe ridisegnare la mappa creditizia nazionale.

La decisione arriva in un momento cruciale per il gruppo senese, che continua il suo percorso di rafforzamento patrimoniale e di ritorno alla redditività. L'istituto, tornato interamente in mani pubbliche nel 2017 dopo il salvataggio da parte dello Stato, ha compiuto passi significativi negli ultimi anni per consolidare la propria posizione di mercato e ridurre il portafoglio di crediti deteriorati che lo aveva caratterizzato durante il periodo della crisi finanziaria.

Con questa mossa, Mps entra nella competizione con i principali player europei per l'acquisizione di una quota significativa del mercato bancario italiano. La banca senese, ormai sotto controllo del Mef, sceglie di non stare a guardare mentre il mercato si muove, e decide di giocare in prima persona una partita che potrebbe essere decisiva per il suo futuro. Mediobanca prosegue il suo lavoro di advisor secondo i piani prestabiliti, coordinando gli step valutativi necessari per comprendere la fattibilità tecnica e finanziaria dell'operazione.

Scenario complesso: quale target per Mps?

Guardare contemporaneamente a Banco Bpm e Intesa Sanpaolo rappresenta una strategia razionale ma di grande ambizione. Banco Bpm, con i suoi oltre 8 milioni di clienti e una forte presenza in Lombardia, Piemonte e altre regioni del Nord, rappresenterebbe un asset di grande valore strategico, permettendo a Mps di rafforzare significativamente il proprio footprint territoriale al di là della tradizionale base toscana. L'istituto bresciano, nato dalla fusione tra Bpm e Banco Popolare, mantiene una struttura gestionale ancora complessa e potrebbe offrire margini significativi di integrazione e sinergia.

Intesa Sanpaolo, il gigante bancario italiano, rappresenta invece un livello di ambizione diverso. Con un capitalizzazione di mercato ben superiore a quella di Mps, un'acquisizione di quote rilevanti dell'istituto guidato da Carlo Messina comporterebbe sfide finanziarie immense, sebbene non impossibili nel contesto di una strategia di consolidamento supportata da partner finanziari internazionali come Cerberus.

La due diligence rappresenta il primo passo concreto per comprendere quale sia il vero perimetro delle possibilità. Gli analisti dovranno valutare la qualità degli asset, i rischi operativi, le sinergie potenziali e soprattutto la fattibilità patrimoniale dell'operazione. Il settore bancario italiano rimane soggetto a stringenti regole prudenziali europee, e qualunque operazione significativa dovrà superare il vaglio della Bce e dell'Autorità di vigilanza.

Il contesto europeo e le implicazioni geopolitiche

L'operazione di Mps si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da una crescente spinta al consolidamento del settore bancario. Negli ultimi anni, le principali economie europee hanno assistito a importanti fusioni e acquisizioni nel settore del credito. L'Italia, con il suo sistema bancario ancora frammentato rispetto ad altre grandi economie europee, rappresenta un terreno fertile per operazioni di consolidamento che potrebbero generare istituti di respiro veramente internazionale.

La partecipazione di Cerberus nel dossier aggiunge una dimensione internazionale all'operazione. Il fondo americano, tra i maggiori investitori nel settore bancario europeo degli ultimi due decenni, porta con sé esperienza, capitalizzazione e una visione strategica di lungo periodo. La sua presence nel progetto suggerisce che questa non è una mossa tattica di breve termine, ma il primo step di una strategia più ambizioso di creazione di un campione bancario europeo di primaria importanza.

Il timing, inoltre, non è casuale. L'Italia si trova in una fase di crescita economica relativa, i tassi di interesse iniziano a stabilizzarsi dopo le turbolenze degli anni scorsi, e il sentiment sui titoli bancari è in fase di miglioramento progressivo. Condizioni tutt'altro che favorevoli nel 2020-2021 si sono gradualmente normalizzate, rendendo il contesto più propizio per operazioni di consolidamento di questa portata.

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Fonti: Questo articolo è stato redatto sulla base di informazioni provenienti da fonti giornalistiche nazionali e internazionali, tra cui ANSA, Corriere della Sera, Repubblica, Reuters e altre agenzie di stampa. I contenuti sono rielaborati e integrati dalla redazione di StampaNotizie.

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L'autore

Laura Conti

Analista finanziaria specializzata in mercati azionari, obbligazioni e strumenti derivati. Con base a Bruxelles, segue da vicino le politiche economiche europee e il loro impatto sui mercati italiani.

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